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Seduto ad attendere ma senza attendere nulla

Performance open-air per uno spettatore alla volta

all’interno dell’installazione Panchina Post Pandemica 

10 sedute nella Piazza della città 4 attori e 4 spettatori per ogni turno

Un incontro tra sconosciuti sui temi della rielaborazione, della comunità e del futuro.

Regia Alice Giroldini 

Con Elena Dragonetti, Sara Cianfriglia, Nicolò Giacalone, Matteo Sintucci 

Produzione Associazione Pank, Centro Teatrale MaMiMó 

Con il sostegno di Think Big, LUdE, Fondazione Cariparma 

Con il patrocinio di Comune di Parma 

17, 18, 19 settembre in Piazza Garibaldi a Parma – dalle 18 alle 21

Turni: 18.00, 18.15, 18.30, 18.45, 19.00, 19.15, 19.30, 20.15, 20.30, 20.45

Durata 10’

Due sconosciuti si incontrano su una panchina, luogo di sosta e riflessione, spazio intimo che si affaccia sul mondo, per rielaborare insieme quello che è accaduto nel corso del primo lockdown.

Che cosa accomuna ognuno di noi dopo l’esperienza pandemica? Quali scoperte abbiamo fatto? Cos’é cambiato nel nostro sguardo sulla realtà? Fino a che punto il singolo individuo può bastare a se stesso e quando invece occorre ripartire dalla Comunità? Esiste una Comunità oggi? E infine, che tipo di  mondo  vorremmo vivere domani?

4 attori su 4 panchine nello spazio immaginario del proprio salotto che è al contempo il luogo reale di una panchina nella piazza della città.

Non posso fare altro che partire dal vuoto che sento e dal vuoto che ci circonda; cosa posso raccontare oggi dell’esperienza che abbiamo appena vissuto? Forse la catarsi potrà avvenire solo tramite l’incontro con l’altro.

Reading sulle Panchine Post Pandemiche

con Beppe Sebaste

autore di

“PANCHINE come uscire dal mondo senza uscirne”

un dialogo sulla panchina per inaugurare l’inizio della performance

17 settembre alle  16,30

in Piazza Garibaldi a Parma

 

“La panchina è un luogo di sosta, un’utopia realizzata.

È vacanza a portata di mano.

Sulle panchine si contempla lo spettacolo del mondo,

si guarda senza essere visti e ci si da il tempo di perdere il tempo, come leggere un romanzo”

Beppe Sebaste